sabato 29 settembre 2012

Abbiamo deciso di acquistare una stufa a legna. Questo ha comportato uno spostamento di mobili abbastanza importante, non tanto per la quantità, ma piuttosto per il cambiamento della sistemazione. Il risultato non mi convince per niente e sono stata colta da un momento di sconforto e di forti dubbi. Avremo fatto la cosa giusta? Non era meglio lasciare tutto com'era?

In questo stato d'animo, mentre sistemavo il caos che si era creato, ho trovato un vecchio biglietto d'auguri di una mia carissima amica. Dentro c'era una poesia

"Spunta qua e là tra i sassi della strada qualche ciuffetto d'erba e qualche stelo
vi brilla su una goccia di rugiada, e in quella goccia si riflette il cielo.
Se guardi bene le piccole cose, trovi le grandi, le meravigliose."
(Lina Schwarz)

Leggere questa poesia trovata per caso, mi ha ridato serenità.

mercoledì 26 settembre 2012

Cielo

Con l'età si impara ad amare l'autunno. Come è giusto che sia.
Con l'età i ritmi rallentano. E l'autunno è la stagione della contemplazione, dei raccolti, dei raggi obliqui.
Il cielo in autunno cambia. E offre spettacoli meravigliosi. Qualche sera fa, dopo un forte temporale, il cielo all'orizzonte era maestoso.



 
 
Intenso e vicino. In veloce mutazione, sospinto dal vento. Pian piano è poi riapparso l'azzurro già un po' colorato dal tramonto.


 
 
 E quando il vento finalmente è calato, l'orizzonte sembrava dipinto.
 
 
 
 


martedì 18 settembre 2012

Periodo di lumache

Domenica il mio nipotino ha scoperto una lumaca. Io oggi ho scoperto un'altra lumaca. La lumaca di Latouche.
Grazie all'interessante post di Emanuela, ho cercato su youtube qualche intervista a Serge Latouche, promotore e sostenitore della decrescita, nonché autore di numerosi libri su questo tema. Ascoltarlo è affascinante, non solo per il suo stupendo accento francese, ma per la positività, la sicurezza e la preparazione con cui parla di questo argomento che gli sta così a cuore.

In questa ricerca ho trovato un'intervista di Fabio Fazio, in cui Latouche appunto parla del principio della lumaca. Inutile dirvi che mi è piaciuto molto questo esempio.

La decrescita è un concetto che sta... crescendo nella mia testa. È da un po' che è li che ronza e mi piace osservare come tassello dopo tassello, la cosa inizia a prendere forma e a diventare sempre più presente nella mia vita.

Come ho scritto in un commento a Emanuela, non è facile per me iniziare a percorrere questa via. Per tanti motivi ma soprattutto per la mia innata pigrizia, per comodità, per mancanza di alternative forse, ma qui già iniziano gli alibi, mi sa... Continuerò a lavorarci, a documentarmi, a fare qualche sforzo in più e spero di poterne riparlare.

Intanto mi sento di iniziare da qui per diffondere e condividere questo pensiero.




sabato 15 settembre 2012

Un amore di lumaca

Nonna, perché a te piace abitare in montagna?


Mio dolcissimo Principe, è anche per i momenti come questo che mi piace vivere in montagna. Per vederti osservare stupito e trasognato una lumachina che allunga le sue piccole antenne verso il tuo ditino proteso.

"Nonna, ma le lumachine hanno le orecchie?"
"Non lo so tesoro. Dobbiamo trovare un libro che parli di lumache per scoprirlo."
"Nonna, nè che è proprio carina da vedere?"

Ma quanto è dolce il mio Principe?


giovedì 30 agosto 2012

Il tempo passa...

La temperatura è crollata, il cielo si è fatto grigio ed è ritornata la pioggia. L'autunno annuncia il suo arrivo. Le giornate sono già da un po' sensibilmente più corte. Al mattino il sole non arriva più prima della sveglia, le sere sono più buie. Eppure non mi dispiace quest'atmosfera pre autunnale, soprattutto le sere con le candele accese, la musica, i libri e la coperta che fa fresco...

In queste sere leggo Adriana Zarri. Una scoperta piacevole. Una donna in cui si rispecchia un aspetto di me, una parte di me che a volte mi spaventa. Perché è la parte che esprime il bisogno e la voglia di isolarmi, di vivere sola e lontano da tutto, di immergermi completamente nella natura. Credo che questo desiderio, che ogni tanto sento forte, sia in realtà un bisogno di liberarmi da certe convenzioni, costrizioni e dipendenze che inevitabilmente ci portiamo dietro se viviamo nella società. E per me è difficile liberarmene standoci dentro. Sarebbe più facile, abbandonando tutto. Ma non ne ho il coraggio. Lo faccio solo per brevissimi periodi. Eppure intravedo in questo tipo di vita una via di fuga e una risorsa a cui forse dovrò iniziare ad attingere. Per nutrirmi, nutrirmi meglio.

Leggendo Adriana Zarri mi riconosco in molti suoi pensieri, e molte sue riflessioni mi stupiscono e mi affascinano.

"... in questa civiltà capitalista dell'utilitarismo che, di ogni cosa, si domanda: A cosa serve? [...] A chi ci chiede "a cosa serve" bisogna dire, scandalosamente, che la preghiera non serve a nulla; come non serve a nulla l'amore, l'arte, la bellezza....
Nell'accezione consumistica [...] la preghiera non serve: è un bel mazzo di fiori che mettiamo sul tavolo. Potremmo farne a meno: si mangia lo stesso. Però non si pranza, non si cena. La dimensione della convivialità ha bisogno di un poco di gratuito: i fiori sul tavolo, o i mici sotto, o la tovaglia colorata, o anche il nostro sorriso. Neanche sorridere serve. La bocca si apre utilmente per mangiare e per dare direttive; il sorriso è un di più.
A questo mondo disumano, fatto di direttive di risultati tangibili, distribuiamo sorrisi, fiori, baci, gatti, musica, sogni, preghiere, gratuità. Questo è il maggiore affronto, la controcultura più profonda."

Da "Un eremo non è un guscio di lumaca", Adriana Zarri, Einaudi


 
 
 
 
 

martedì 21 agosto 2012

Alsazia

Mi sto innamorando dell'Alsazia.


Ci sono stata per la prima volta nel 2010. Incredibile, considerando che sono cresciuta a non più di 200 km di distanza... ma per le famiglie degli emigrati era spesso così, le vacanze si trascorrevano "a casa" e questo voleva dire tornare al paese d'origine. Indipendentemente che si fosse italiani, spagnoli, turchi, o portoghesi, tutti "tornavano" o "scendevano"... di solito in estate. Spesso si consumavano così le 4 settimane di ferie e non ne restavano per il resto dell'anno. Durante il fine settimana, molti lavoravano, o facevano l'orto oppure, finalmente, si godevano un po' di riposo, dopo giorni e giorni di durissimo lavoro. Non era raro che le persone svolgessero due o più lavori  per guadagnare il più possibile in poco tempo e poter ritornare definitivamente alla loro terra. Quasi tutti coloro che ho conosciuto sono rimasti molto più a lungo di quanto avevano preventivato, e tanti non hanno proprio più lasciato la Svizzera.




Ma ho divagato, perché volevo parlare dell'Alsazia. Dicevo appunto che la mia prima visita a questa regione risale al 2010, poi ci sono tornata quest'anno a giugno, e lo scorso fine settimana ci ho portato mia mamma. È stato un super mega fioretto... e credo di essermi guadagnata un pezzetto di Paradiso... ma sapevo che le sarebbe piaciuto tanto e siccome lei non ha viaggiato molto nella sua vita, ero contenta di farle vedere quei posti incantevoli, curati e fioriti come non ci si può nemmeno immaginare.



Andare in Alsazia, è come entrare in una favola. Ogni paesino sembra disegnato. Tutto è pulito, ordinato, fiorito... perfetto... almeno per noi turisti. Ma anche parlando con la gente del posto, mi è parso di capire che abbia la stessa percezione.


Questa volta sono stata particolarmente fortunata e ho visto anche le cicogne e i loro nidi. Oltre naturalmmente a visitare diversi mercatini di brocantage, frequenti e presenti un po' in tutti i villaggi della regione.



E in uno di quei mercatini c'era anche un banco con dei fiori bellissimi.. come resistere? Ma sono stata bravissima, perché mi sono limitata a tre piante. Una graminacea (Pennisetum setaceum rubrum), un mombretia arancione e un lythrum mi pare... vi farò poi vedere le foto...


Comunque, faceva caldo anche in Alsazia. Tanto più che è una regione con un clima del tutto particolare, circondata da regioni fredde, nebbiose e poco piacevoli. In Alsazia invece crescono i fichi e le castagne, e anche fiori e piante che di solito si trovano molto più a sud. Per non parlare dei vigneti, naturalmente. Il vero tesoro e i veri protagonisti.
Il B&B in cui abbiamo alloggiato quei due giorni aveva per fortuna una piscina, anche se per il resto era più che modesto. E modesto era anche il prezzo: 55 euro camera doppia con prima colazione inclusa (colazione non tipicamente francese direi...). Ma dopo aver camminato e passeggiato e frugato nei mercatini delle pulci, sotto il sole e con 34 gradi, un bel bagno era proprio quello che mi ci voleva...