Settimana scorsa ho preso qualche giorno di vacanza e ha piovuto quasi sempre. Spesso eravamo avvolti da una fitta nebbia (ma forse erano nuvole basse), faceva buio anche di giorno e il freddo e l'umidità arrivavano fin dentro casa. La settimana prima il tempo era splendido e questa settimana anche, è piovuto soltanto quando sono stata a casa io. Mi sono sentita come Fantozzi, una sfiga tremenda. E dire che avrei avuto così voglia e bisogno di sole e caldo e di camminate nel bosco.
Ieri ho ricominciato a lavorare e siccome il tempo è splendido, porto sempre con me la macchina fotografica. Stamani c'era un sole stupendo e l'aria era così limpida che si vedeva lontano e i colori delle foglie erano ancora più splendenti.
Scendendo giù dalla montagna mi sono fermata a fotografare il Monte Rosa
Durante la pausa pranzo ho fotografato invece le foglie di un acero che cresce in una villetta di fronte all'ufficio, nella villetta vivono delle suore in pensione
Poco più avanti crescono alcuni alberi di Liquidambar e mentre raccoglievo qualche foglia, è passato un signore anziano con una stampella e ha iniziato a scuotere l'albero per far scendere le foglie. Ne ho raccolte di bellissime. Mi ha fatto tenerezza quell'uomo. Lui le foglie non le aveva nemmeno viste. Ha alzato lo sguardo vedendomi raccoglierle. Era credo ancora afflitto dalle sue vicende personali. Mi ha poi raccontato di essere stato operato all'anca. Non credo gli piacesse doversi spostare con la stampella, ma era orgoglioso di poterla usare per far cadere quelle foglie così belle.
Un paio le ho affrancate con dello spago sottile a un portacandele di vetro e ora la luce delle candele accese attraverso la foglie è bellissima. L'idea l'ho presa dal blog "
Alfonsina".