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sabato 15 settembre 2012

Un amore di lumaca

Nonna, perché a te piace abitare in montagna?


Mio dolcissimo Principe, è anche per i momenti come questo che mi piace vivere in montagna. Per vederti osservare stupito e trasognato una lumachina che allunga le sue piccole antenne verso il tuo ditino proteso.

"Nonna, ma le lumachine hanno le orecchie?"
"Non lo so tesoro. Dobbiamo trovare un libro che parli di lumache per scoprirlo."
"Nonna, nè che è proprio carina da vedere?"

Ma quanto è dolce il mio Principe?


venerdì 20 luglio 2012

Visita inaspettata

Sabato scorso, verso le due del pomeriggio, ero sul terrazzo a stendere, quando ho visto qualcosa che si muoveva in mezzo alle sterpaglie del terreno accanto al mio. Subito mi pareva il mio gatto che è rosso, ma mi sono accorta che era decisamente più grande del mio micio. Non avrei però pensato che un capriolo osasse avvicinarsi tanto in pieno giorno. Evidentemente i lamponi che crescono sul terreno incolto erano una tentazione troppo forte.






sabato 14 luglio 2012

Vacanze - seconda parte

Di nuovo a casa il tempo passa veloce, il lavoro, gli impegni, la famiglia... la routine quotidiana s'impossessa della mia vita a un ritmo vertiginoso. Della vacanza restano la nostalgia e le fotografie, per fortuna. Ma anche dei piccoli souvenir: conchiglie, sassi, semi e piantine rubati qua e la.


La seconda parte del mio racconto vorrei dedicarla a quella che per me era la meta principale della mia vacanza: l'Ile d'Ouessant.



Ne avevo sentito parlare per la prima volta nel 1996, in occasione del nostro primo viaggio in Bretagna. Da allora sognavo di fare una vacanza su questa isola così selvaggia, senza macchine, con tante pecore e tanta pace. Quest'anno, finalmente, ho potuto realizzare questo sogno e con il mio compagno abbiamo affrontato il lungo viaggio per raggiungere la mia meta.

Siamo arrivati a Le Conquet verso mezzogiorno e abbiamo lasciato la macchina in un posteggio privato. Il proprietario, Monsieur Balcon, è un signore molto gentile che con il suo vecchio pulmino ci ha portati al porto e che sarebbe stato disposto anche a farci da guida nel suo bellissimo villaggio. In attesa del traghetto abbiamo fatto un giro da soli e poi ci siamo imbarcati. Con un po' di preoccupazione, perché quel tratto di mare è conosciuto per le sue forti tempeste... Su youtube circolano filmati angoscianti sui falliti attracchi dei traghetti a Ouessant! Invece siamo stati fortunati, bel tempo e mare calmo hanno reso la traversata rilassane e piacevole.


Arrivati a Ouessant, c'era la gentile signora del taxi ad attenderci. Una bella donna sui sessant'anni, alta ed elegante, che era più facile immaginarsela in abiti ottocenteschi che in jeans alla guida di un pulmino. E invece si è dimostrata dinamica ed energica, con la sua lavagnetta sulla quale figuravano i nomi dei suoi clienti e che cancellava con un dito ogni volta che uno si presentava all'appello. In men che non si dica, Yolande ci ha fatto scendere davanti al cancello della nostra casa temporanea, visibilmente soddisfatta della nostra espressione di stupore e ammirazione nel momento in cui abbiamo visto quel piccolo paradiso.





L'isola ci ha accolti con un tempo splendido. Ovunque dominava l'azzurro, il mare, il cielo, le case e ovunque gli agapanti!


Appena sistemato i bagagli e preso visione dell'incantevole casetta (davvero minuscola) siamo saliti in sella alle biciclette che ci erano state recapitate davanti all'uscio di casa e siamo partiti. Si fa per dir..., non ricordo gli anni che non salivo più su una bicicletta. Come minimo dal 1995!! Infatti i primi minuti mi sentivo un po' impacciata... ma come si suol dire, una volta che hai imparato non lo dimentichi più...

La prima tappa è stato il piccolo (e unico) borgo Pampaul, centro assoluto dell'isola, luogo di rifornimento di ogni bene necessario. Abbiamo acquistato i viveri, stupiti dei prezzi che ci aspettavamo molto più alti, ma siccome anche gli abitanti si riforniscono li, erano tutto sommato contenuti. Ci ha stupito anche il fatto di poter scegliere tra ben 3 supermercati! Oltre ai quali c'erano anche una boulangerie, alcune crêperies, due banchi di pescatori che vendevano tutte le mattine il loro pesce e diversi negozietti di souvenirs, una galleria con quadri bellissimi e diversi ristoranti/pub. Il viaggio di ritorno con la spesa nello zaino è stato già più facile.

Il giorno dopo, domenica, impazienti di partire alla scoperta dell'isola, abbiamo subito guardato fuori dalla minuscola finestra:


grande delusione! Nuvole e pioggia e l'isola non sembrava più la stessa. Non ci siamo lasciati scoraggiare però, eravamo ben equipaggiati e siamo partiti ugualmente. Di nuovo il borgo per acquistare ciò che avevamo scoperto che mancava e poi a casa a prepararci il pranzo.




Abbiamo ben presto capito che i risvegli sarebbero sempre stati nebbiosi, infatti il sole arrivava di solito nel corso del pomeriggio. Nonostante il brutto tempo siamo usciti tutti i giorni, almeno al pomeriggio. I momenti più piovosi e nebbiosi li abbiamo trascorsi leggendo, io anche lavorando anche ai miei progetti all'uncinetto e riposandoci, ne avevamo bisogno entrambi.

Ouessant è un'isola particolare. Molto piccola è ricoperta quasi esclusivamente da pascoli e brughiere, sono pochissimi gli alberi presenti (infatti la legna da ardere è costosa e viene "importata" dal continente). Camminare fuori dai sentieri battuti è come camminare su immenso materasso: il terreno è morbidissimo: una sensazione piacevole. E come nelle brughiere, ovunque crescono tantissimi fiorellini piccoli e colorati. Altra particolarità che mi ha colpito è la presenza di licheni, ovunque, anche sui muri delle case.



Oltre ai tanti sentieri che si possono percorrere sia a piedi che in bicicletta, vi sono alcune strade asfaltate, di solito a un'unica corsia perché è rarissimo che due automobili si incrocino, e una strada principale molto ampia che io definivo l'autostrada. Su tutta l'isola si vedono innumerevoli muretti a secco. In passato servivano a proteggere le colture dal vento e dalle pecore. Oggi separano le case tra loro e spesso sono invasi da caprifogli selvatici colorati e profumati.




Oltre all'erica crescono fitte anche le felci e formano insieme ai rovi una fitta vegetazione che dà riparo a uccelli e conigli, si perché una delle particolarità di Ouessant è che ci sono migliaia e migliaia di conigli selvatici che ogni tanto spuntano dalle loro tane e corrono davanti alle biciclette.


La prima volta pensavo che uno fosse scappato da qualche giardino, ma ben presto abbiamo capito che erano ovunque e che vivono liberi. La sera era il momento incui se ne vedevano di più. Liberi al pascolo sono frequenti anche i cavalli e l'altra sorpresa sono stati gli splendidi faggiani che si incontravano spesso.



In una settimana siamo riusciti a girarla tutta l'isola e abbiamo trovato anche piccole spiagge bellissime, purtroppo niente bagno perché la temperatura dell'acqua sarà stata si e no 15 gradi!





Lo spettacolo maggiore era forse costituito dalle scogliere e dall'alternarsi delle maree. Avremmo potuto stare delle ore a osservare il mare che si infrangeva contro le alti pareti rocciose dell'isola. Ha qualcosa di primordiale l'attrazione che esercita l'eterno ripetersi delle onde che vanno e vengono e, come di fronte al viso di un neonato, si resta incantati a guardare. Ogni istante sembra diverso dall'altro e non si è mai sazi, e gli occhi non si stancano mai di ammirare il fascino di quella semplicità.




Un'isola senza grandi attrazioni se non i suoi fari, la sua natura, le case bellissime ma soprattutto la sua energia, che ti entra dentro e ti tiene legata a quella terra, tanto che vorresti rimanere li. E quando forzatamente devi ripartire, sai che devi tornare!







domenica 20 maggio 2012

Fiori

Nei pochi momenti di bel tempo sono riuscita a scattare qualche foto dei fiori che sono sopravvissuti








domenica 5 febbraio 2012

Problemi e frustrazioni

Nel frattempo i problemi di cui scrivevo qui sotto si sono risolti, grazie all'intervento di Gianni. Grazie ancora! E posso quindi anche commentare le foto pubblicate.

(5.2.2012: Ho grossi problemi con la nuova impostazione del mio blog. Non riesco a scrivere perché sullo schermo del mio computer si sovrappongono le varie finestre e non so come fare per ritornare alla vecchia impostazione. Non so nemmeno come fare per chiedere supporto a blogspot. Come nella vita di tutti i giorni, mi domando perché si debba sempre fare cambiamenti e modifiche che solo apparentemente portano a dei benefici. Io ho bisogno di poter stare nel consueto, nel conosciuto. Certo, si potrebbe fare un'analisi psicologica di questo mio bisogno... ma anche il bisogno di rincorrere costantemente il nuovo e il diverso, meriterebbe una riflessione. D'altro canto il mondo del web è un mondo in costante movimento e cambiamento... quindi forse dovrò abituarmi a stare alle regole del gioco... Che frustrazione che provo in questo momento!! )





Questa fotografia sono scattate al lavatoio del nostro paese. È un posto molto bello, nella parte bassa del nucleo. Quando sono davanti alla grande vasca, saggiamente divisa in due parti, immagino le donne di un tempo riunite intorno al lavatoio, alla loro fatica, ma anche al momento di condivisione e di lavoro comune che magari era svolto anche con allegria. Le immagino a chiacchierare, ridere e cantare... Chissà... E mi ricordo di alcune volte che ho accompagnato mia nonna "al tregio" com'era definito dalle mie parti il lavatoio. Quello del mio paese di orgine era composto da tante vasche, e quella che più mi affascinava, era quella del "turchinetto", dove erano immerse le lenzuola candide. Spesso era mio compito andare ad acquistarlo al commestibile sotto casa. Ero altrettanto affascinata dal contrasto cromatico creato da quella polverina turchese e la carta giallo ocra in cui veniva avvolta e che si usava allora.



In questo collage si vede un pettirosso alle prese con i resti di alcuni frutti di cachi rimasti appesi e che in questi giorni di neve e gelo sono presi d'assalto da tutti gli uccellini.




Anche le bacche di rosa canina sono importanti in questi giorni per la sopravvivenza dei piccoli volatili. Ogni anno mi riprometto di raccoglierne per fare la marmella che adoro, e che purtroppo richiede un enorme lavoro. Ma quanto è buona!! Eppure dovrei proprio riuscirci, visto che quando avevo le tre ragazze ancora piccole e a casa e lavoravao, la facevo quasi ogni anno. Ora che sono sola, in teoria dovrei avere anche più tempo... Invece, non so da cosa dipenda, mi sembra di essere molto meno "produttiva" di allora.