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martedì 6 gennaio 2015

Il legno

In inverno mi piace più del solito osservare i tronchi degli alberi, i legni che trovo nel bosco, la legna tagliata e messa ad essicare. Il legno mi dà una sensazione di calore, di casa, e di quella che in tedesco si chiama meravigliosamente "Geborgenheit", termine intraducibile..

Oggi, durante la passeggiata con Stella, ho scoperto questi cesti appesi nella legnaia di una casa di vacanza. Colmi, pronti per trasportare i ceppi per il camino. Appesi per fare seccare ancora la legna che contengono.

Purtroppo la posizione della legnaia, rispetto al sentiero non mi ha permesso di fare fotografie migliori.







mercoledì 19 marzo 2014

Quel giovane fermo al semaforo

Ero ferma in colonna al semaforo. Sul marciapiede accanto vedo arrivare di corsa un ragazzo con lo zaino in spalla. Un apprendista imbianchino avrei detto dal suo abbigliamento. Ho pensato che avesse appena finito di lavorare e correva verso le strisce pedonali. Mi ha colpito quel ragazzo. Molto. Aveva dentro una sorta di impazienza che emergeva da ogni gesto, da quello spostarsi da un piede all'altro mentre aspettava il verde, dal modo con cui aveva premuto il bottone del semaforo. Un'impazienza bella, sana. Da giovane felice e soddisfatto. Anche il suo viso, la sua espressione comunicavano solidità e gioia.

Il pensiero è arrivato guardandolo: ha davanti a sé ancora tutta la vita. Un pensiero assolutamente privo di invidia, ma carico di nostalgia. Che bello essere così giovani e felici. Che bello potersi inventare ancora tutta la vita. Avere davanti mille strade da poter percorrere. E quel primo pensiero ha dato il via a una reazione a catena... Vorrei tornare indietro? Cosa rifarei? Cosa cambierei?...

Cosa rifarei? Mi è piaciuto essere mamma giovane. Questo lo rifarei, vorrei ancora essere mamma delle mie figlie e alla stessa età. Però non abbandonerei i miei sogni. Farei entrambe le cose. Oggi so che è possibile. Allora pensavo di no. O forse avevo altri bisogni che chiedevano di essere soddisfatti. Non vedevo alternative.

Cosa cambierei? Forse farei alcune scelte diverse. O forse mi prenderei più tempo per capire meglio cosa è importante per quali scelte fare. Se tornassi indietro, mi occuperei di più di me stessa, cercando di conoscermi meglio. Ma quando si è molto giovani, certe scelte non sono libere e incondizionate. Certe scelte sono dettate da bisogni dell'infanzia non soddisfatti. E allora si cerca di recuperare, di tappare le falle. Ma il rischio è grande. E io le scelte più importanti della mia vita le ho fatte che ero ancora adolescente. A 20 anni i giochi ormai erano già quasi fatti... si trattava ormai soltanto di aggiustare il tiro.

Nei miei corsi per genitori insisto molto su un concetto che mi è caro, ovvero che i genitori dovrebbero orientarsi ai bisogni dei figli. Nel senso che le scelte che fanno, dovrebbero tenere conto dei bisogni dei loro bambini e quei bisogni spetta ai genitori soddisfarli. È importantissimo. Però spiego anche che i bisogni non sono la stessa cosa dei desideri. Perché un genitore non ha il dovere di realizzare tutti i desideri dei figli, ma di soddisfare i loro bisogni, appunto.
Avventurarsi nell'adolescenza, iniziare a scoprire l'universo relazionale con dei vuoti dentro, può portare fuori strada, può allontare dal vero sé, dalla propria indole.

Quel ragazzo, a vederlo così sicuro, con quello sguardo pieno di fiducia, mi ha fatto pensare che non avesse vuoti, o ne avesse proprio pochi. Che immagine stupenda! Mi è rimasta dentro. Lo vedo ancora con i suoi pantaloni bianchi macchiati di pittura, il giubotto nero e lo zaino in spalla. Uno zaino leggero... che non appesantirà il suo cammino. Lo vedo, con la sua impazienza di vivere, con quella smania da venerdì pomeriggio, pronto a conquistare il mondo prima ancora del fine settimana. Lui ha ancora tutta la vita davanti a sé. Io sono (forse, spero) un po' oltre metà strada. E non credo che tornerei indietro.


sta sorgendo il sole sopra a Porlezza

venerdì 7 febbraio 2014

Qualcosa sta cambiando...


Anche se il giardino è in parte ancora ricoperto di neve, quando apro le finestre al mattino, il cinguettio degli uccellini parla di primavera...

 
 
...  anche la luce sta cambiando....

 
 

 

... e alzarsi è di nuovo piacevole....

Buona giornata!

lunedì 30 dicembre 2013

Diario della positività

Era tanto che non acquistavo più una rivista femminile. Di solito leggo libri o  riviste di giardinaggio. Ma avevo bisogno di staccare e di un po' di "leggerezza" (ultimamente ho letto libri piuttosto impegnativi e pesantucci); ho comprato "Brigitte", una rivista tedesca, e ho trovato alcuni begli articoli. In uno in particolare c'erano dei consigli davvero carini per la fine/l'inizio dell'anno, consigli utili per avere più energia (quanto ne avrei bisogno!). Tra tutti quello che desidero condividere con voi è questo:

Contate alla fine della giornata i momenti in cui vi siete sentiti particolarmente bene e scriveteli. Dovrebbero essere almeno cinque. Per esempio: dopo aver fatto jogging, durante la telefonata con un'amica (un amico)... Questi diari della positività modificano a lungo termine il nostro modo di percepire la vita.
Una ricerca del prof. Robert Emmons dell'University of California ha confermato che questo approccio aumenta l'energia, l'entusiasmo, l'attenzione e l'ottimismo; e tutto questo ci aiuta ad avvicinarci sempre più ai nostri obiettivi personali.

Domani andrò a comprarmi uno di quei meravigliosi quadernetti Moleskin che adoro (e che ora ci sono anche in tanti bei colori, fino a poco tempo fa solo neri e beige). E vorrei davvero riuscire a seguire questo consiglio, in fondo semplice, perché credo profondamente in questo approccio. Senza per questo banalizzare i problemi, le preoccupazioni, le sofferenze che nella vita possiamo incontrare. Ma è solo la positività che ci aiuterà ad affrontarli e a superarli.

Buon Anno a tutte e a tutti!

 Ile d'Ouessant, Bretagna (isola bellissima!)



martedì 17 dicembre 2013

Il giorno più corto

Stasera, uscendo dall'ufficio dopo poco le cinque, mi sembrava che fosse meno buio del solito. In teoria, le giornate si accorciano fino al 21 dicembre. Ma nel passato c'era il detto "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia". E quindi io mi chiedo se magari davvero oggi c'era un po' più di luce...
Già solo quella sensazione e il pensiero che, comunque sia, tra pochi giorni le ore di luce aumenteranno, mi ha colmato di gioia e messo di buon umore.
So bene che l'inverno deve ancora arrivare, che arriveranno anche la neve e il freddo, più di adesso, ma le giornate saranno più lunghe, più chiare e ci sarà più luce, in tutti i sensi!

Intanto il cielo in questi giorni offre spettacoli come questi.

 
 
 
 
A nord-ovest
 
 
 
 
 
A sud-ovest



 A sud-est
 


domenica 15 dicembre 2013

Nella prossima vita ...


... farò un altro lavoro. Un lavoro che mi porti più a contatto con la natura. Un lavoro più manuale e creativo. Ora di idee ne avrei molte. Dal giardiniere (non uso il femminile perché mi sa troppo di verdure sott'aceto...), alla fiorista; dalla ceramista alla sarta; dalla contadina all'allevatrice di pecore (adoro le pecore!).

In questa vita lavoro nel sociale. Seduta quasi tutto il giorno a una scrivania, davanti al computer. Con conseguenze negative sulla salute fisica a psichica. Per esempio ho problemi con gli occhi, con le cervicali, con la schiena. E proprio ieri, l'ottico da cui sono stata per rifare gli occhiali da vista, mi ha detto “Se facesse il contadino, questi problemi non li avrebbe”.... a chi lo dice!!!

Anche se immagino che ora qualcuno pernserà, non avresti questi, ma ne avresti altri. Forse è vero, forse i contadini ogni tanto pensano che vorrebbero essere seduti tutto il giorno a una scrivania... Forse è vero che l'erba del vicino è sempre più verde...

Ciò nonostante, sento che in questo momento della mia vita mi manca qualcosa. Un altro modo di vivere. Magari è perché ci avviciniamo alla fine dell'anno ed è un momento di bilanci, ma questo pensiero e questa sensazione li ho molto spesso. Il desiderio di cambiare, di dare una svolta alla mia vita e fare altro. Ma a 54 anni è possibile farlo? Forse ci vorrebbe solo un po' di coraggio ed è quello che mi manca. Fatto sta, che questo bisogno o pensiero, ora l'ho capito, nel corso di questo ultimo anno si è manifestato spesso attraverso il desiderio di un cane. Finora non mi sono decisa a fare il passo, ad andare al canile e sceglierne uno. Ho preso contatto con degli allevatori, con un'associazione che dà in adozione cani abbandonati, ma la decisione definitiva non sono ancora riuscita a prenderla. Parlando con un'allevatrice, le dicevo che il mio stile di vita in questo momento non mi permette di offrire al cane una vita rispettosa dei suoi bisogni, e che avrei paura di non potergli dare le attenzioni di cui necessita. E questa signora molto saggia mi ha detto: il fatto è che si cambia stile di vita quando si prende un cane, e non che si prende un cane quando si cambia stile di vita.

Credo che abbia ragione. Quindi io non ho ancora davvero deciso di cambiare il mio modo di vivere. Non ho ancora trovato il coraggio di fare dei cambiamenti.

Entro il primo dell'anno sono stata invitata a fare un elenco dei miei desideri che vorrei realizzare entro la fine del 2014. Ho due settimane di tempo per farlo. Vi dirò alla fine del prossimo anno se sono riuscita a redigere l'elenco e se e quali desideri ho realizzato.

 
 

venerdì 30 agosto 2013

L'arbanella








Questo post nasce in seguito a un commento che ho lasciato da Antonella. Nel suo post, lei parla di pesto, che conserva nei vasi di vetro in congelatore.


Le ho raccontato che noi, in Liguria, i vasi di vetro li chiamiamo "arbanelle", convinti che sia questa la loro corretta definizione. Io ho scoperto che in realtà questo è un termine "regionale" a trent'anni suonati, quando, arrivata in Ticino, nessuno capiva di cosa stessi parlando. Qualcuno mi ha fatto notare che questa parola non esiste, che non è una parola italiana. ..... e che stupore, quando effettivamente non ho trovato la parola nemmeno nel dizionario... Com'era possibile?

Oggi, grazie Wikipedia, troviamo una descrizione, e googlando si trovano oltre 30'000 iscrizioni. A questo punto, mi sento addirittura orgogliosa dell'arbanella che, piano piano sta conquistanto uno spazio meritato nel vocabolario italiano. E chissà che un giorno non si arrivi ad utilizzarla regolarmente non solo in Liguria e Lunigiana, ma anche nel resto d'Italia.

Io inizio qui e oggi la diffusione ufficiale. Anche perché per ora non esiste una vera e propria definizione se non la spiegazione di ciò che è l'oggetto, ovvero un barattolo di vetro.

Sarebbe così più semplice e veloce definirlo per quello che è: un'arbanella!!! (ed ecco che il controllo ortografico me la segnala come parola sbagliata... ma per poco ancora.... ; ) )





domenica 25 agosto 2013

L'autunno è alle porte



 


Lo so che a molti non piace sentirselo dire. Ha stupito anche me questo fatto. Ma stamani ho fatto delle foto e i segnali sono inequivocabili: le foglie degli alberi iniziano già a colorarsi, c'è nebbia al mattino e la temperatura è scesa davvero molto. Oggi c'erano 16 gradi.




Anche i tramonti iniziano a essere più colorati e intensi. Come di solito in autunno.



  I fiori più belli dell'estate iniziano ad appassire. E io ho già acceso il camino.



Non mi spaventa l'arrivo dell'inverno. Mi piace pensare alle giornate che si accorciano, alle candele accese, al camino, appunto. Alle serate passate sotto il plaid a leggere. A parte il matrimonio di mia figlia, è stata un'estate difficile. Un'estate di chiusure, di lacerazioni e delusioni, ma anche un'estate di chiarezza. E dunque di cambiamenti. Ho bisogno di ritirarmi nel mio guscio e fare il punto della situazione.




giovedì 15 agosto 2013

Sogni e desideri

È un periodo che non sto tanto bene. Né di salute, né di umore... L'uno conseguenza dell'altra. Una cara amica mi ha chiesto se non volessi (vorrei, volevo, voglio??) andare a farmi una cura ayuervedica, da sola, da qualche parte. Le ho risposto che non vorrei fare cure. In questo momento, se avessi la possibilità soprattutto economica, perché il resto in qualche modo si sistema, me ne andrei su una sperduta isola greca, so anche quale, in compagnia di:

- macchina fotografica, cavalletto (e, forse, ma ci dovrei pensare, computer portatile)
- alcuni buoni libri
- lana, cotone, ferri e uncinetti
- blocco da disegno e carta
- pennini e inchiostro
- acquerelli

E chi si muove più da li!!?? Per almeno un mese! ALMENO!!



Poi puoi sempre incontrare qualcuno.... ; ))))



... non me ne voglia il signor Rune Albervik...
... che gli ho rubato due foto dal sito...
Grazie Rune, magari ci vediamo a Donoussa...


mercoledì 24 luglio 2013

Felicità

Il mio primo hemerocallis ... !


"C'è felicità e felicità.

Ce n'è una fuggevole e relativa, perché legata a qualcosa fuori di noi.

E ce n'è un'altra, indistruttibile e assoluta, che si trova dentro ognuno.

Non in un altro mondo lontano dalla realtà di tutti i giorni, o in un'altra vita.

Non riservata a pochi, ma neppure facile da ottenere senza sforzi.

È la chiave d'accesso a una nuova dimensione umana.

Dà un altro senso al tempo e all'esistenza.

Si chiama Buddhità."

mercoledì 17 luglio 2013

Tempo

Tempo per fare un sacco di cose. Quanto mi piace stare a casa! È vero che magari dopo qualche mese mi verrebbe di nuovo voglia di andare a lavorare, ma intanto saprei davvero come riempire le giornate.

Ho tempo anche per fare dei bouquet con i miei fiori




Di raccogliere i primi "frutti" dell'orto

 
 
Di fare passeggiate nel  bosco....
 
 
 
 ... fino a raggiungere la vetta, dove sorge una villa antica, oggi adibita a ristorante panoramico. E a dire la verità, non so a cosa abbiano adibito le camere perché non è un albergo e non ci abita nemmeno il personale. Chissà. Ogni volta che arrivo su e ammiro questa splendida costruzione, provo ad immaginarmi come ci vivessero i proprietari originari. Ora ho deciso di fare una ricerca per scoprire chi erano e il motivo per cui hanno costruito qui su la loro dimora. Avrei dovuto farla già anni fa questa ricerca... mi domando perché non l'abbia fatto...



 Poi mi godo la vista sul mio giardino e l'entrata di casa

 

Ho tempo per fare nuovi progetti. Come ridipingere questo tavolo rotondo. È uno dei due tavoli che ho comprato dall'inventario dell'unico albergo che c'era in paese e che purtroppo sarà trasformato in qualcos'altro. Non sappiamo ancora cosa. Avrei comprato tutto. Non so dirvi le cose meravigliose che c'erano in questo albergo!!! Oggetti antichi, utensili, attrezzi, mobili, vecchi seggioloni di legno. Più che per mancanza di soldi (perché avrei fatto anche qualche pazzia), è la mancanza di posto che mi ha trattenuta. Ma questo a tavolo, e ad un altro rettangolare con stupende gambe lavorate, non ho saputo proprio resistere!!



Insomma, io mi riposo abbastanza, ma il mio cervello va a cento all'ora!!!

Intanto l'uva cresce e quest'anno dovrò proteggerla dagli animali, ma prima che sia troppo tardi. I frutti del pero corvino se li sono spazzati tutti!!

martedì 16 luglio 2013

Vacanza

 
Il sole della calendula. Lo uso per farne dell'olio!

Da ieri sono in vacanza. Quest'anno, a casa. Tre settimane. Per vari motivi.

Intanto sabato prossimo si sposa la più giovane delle mie figlie. Quindi questa settimana è ancora dedicata ai preparativi, al riposo, e al sostegno della giovane coppia che, come spesso succede, arriva al fatidico giorno stressata e stremata. Ecco perché poi si va in viaggio di nozze...
 
Hydrangea quesrcifolia: sembra un pizzo per spose!
 
Poi, perché quest'anno abbiamo già fatto due brevi viaggi. Uno in Calabria a trovare la famiglia del mio compagno; l'altro, in Provenza, è durato soltanto cinque giorni, ma è stata comunque una vacanza davvero rilassante. Ma, insomma, le spese ci sono state e con i tempo che corrono è meglio stare tranquilli...

Le stelle della borragine. Le uso per le insalate e i cubetti di ghiaccio!

Infine, l'orto e il giardino: in questo periodo hanno bisogno di essere seguiti e soprattutto goduti. In questi ultimi anni mi è sempre dispiaciuto partire proprio nel momento in cui il giardino era più bello. E da quest'anno si è aggiunto appunto l'orto, dunque un motivo in più per passare l'estate a casa, dedicare al mio amato verde tutte le attenzioni di cui ha bisogno e in cambio raccogliere i frutti che ci dona.

I fiori degli zucchini. In attesa di finire in pastella!

Abbiamo poi la fortuna di vivere in un luogo che molti scelgono per trascorrere le proprie vacanze, siamo abbastanza in altitudine da non soffrire troppo il caldo e di notte si dorme bene con il piumino. Tutti motivi che ci permettono di rilassarci e riposarci davvero. Certo, il rischio è che si facciano tutti quei lavoretti che sono rimasti indietro durante l'anno, ma più che un vero rischio, io lo ritengo un'opportunità. D'altro canto anche questa è qualità di vita: potersi dedicare a ciò che di solito non si riesce a fare. Insomma, anche la vacanza casalinga ha i suoi vantaggi.

Una delle mie rose più belle e profumate: Héritage!


venerdì 19 aprile 2013

Nuova foto di "copertina"

In attesa che si aprano bene le foglie delle betulle e che abbia tempo di fotografarle, uno scorcio del mio giardino primaverile. I Tulipani non sono ancora fioriti e in quel punto, i bulbi se li sono pappati le talpe.
 



Anche il bosco inizia ad inverdirsi. In una settimana ha fatto un grande cambiamento.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 15 aprile 2013

Dall'Almanacco di Barbanera

Coltivando la concretezza

Il marrone, il colore della terra, invita a non trascurare le proprie necessità fisiche, i propri bisogni di cibo, sesso, sonno. Quando sentite il bisogno di riportare i piedi a terra e di entrare in sintonia con voi stessi, ricorrete alla confortante presenza di oggetti, abiti e accessori di colore marrone, preferibilmente in materiali naturali, come una bella borsa di cuoio, una panca in legno, un morbido plaid di pura lana. Ed è ancora meglio se questi oggetti non sono nuovi, se possiedono una rassicurante, morbida patina lasciata dall'uso e dal tempo. Chiedetevi quanto amate e rispettate le vostre tre pelli: l'epidermide, la casa, l'ambiente.


 
Non è marrone, ma ha una bella patina...

venerdì 5 aprile 2013

Pensieri sparsi



Siamo di ritorno dalla Calabria. La nuvoletta di Fantozzi ci ha seguiti anche la. Quindi niente rigenerazione al sole caldo del sud come speravo. Solo qualche occhiata di sole e tanto vento. Sono partita che mi sentivo come in una camicia di forza che mi stritolava tutte le ossa e sono tornata con la camicia di forza soltanto leggermente allentata. I dolori solo leggermente diminuiti.



Sono stati cinque giorni di full immersion nella cultura e nella realtà calabrese, nella famiglia del mio compagno, nella sofferenza causata dalla crisi che attanaglia l'Italia e che nelle regioni del sud forse si sente di più, nel dolore di malattie e lutti. Insomma giorni non facilissimi, ma intensi e preziosi.



Ho comunque potuto ridere e sorridere spesso, stupirmi e incuriosirmi di fronte alle tradizioni, alle espressioni dialettali così colorite e ricche, alle abitudini e alle dinamiche ancora antiche e profondamente radicate anche nei giovani. E non posso assolutamente dimenticare di citare la cucina e il cibo, le pietanze sconosciute, la voglia di imparare, la condivisione di ricette con le mie nuove cognate e la MAMMA. Ora ho una montagna di "sazzizze", di provole, di "cuzzupa", di farina di grano duro per fare "l'mparrettati"...
 
 
 
Ho fatto tante fotografie, come sempre, questa volta anche esperimenti per mettere in pratica quanto appreso nelle prima tre lezioni del corso di fotografia. Purtroppo non ho fatto fotografie durante la preparazione di tutte le buone cose che abbiamo mangiato. La prossima volta dovrò ricordarmi! Ho invece fotografato i fiori e il mare, ho raccolto conchiglie e legni portati dal mare. Non so perché, ma da sempre quei legni leggeri, morbidi, levigati mi affascinano. Ne prendo ogni volta che sono al mare. Qui ho trovato più che altrove pezzi di legno di ulivo, così belli!
 
 

E poi, ho fatto un'esperienza personale importante. Per molti certamente banale, ma per me di grande significato: per la prima volta in vita mia, sono salita in sella a un cavallo. È stata una sensazione bellissima. In passato non avevo mai osato avvicinarmi, mi incutevano paura i cavalli. Era tutto troppo grande, la testa, gli occhi, l'altezza, tutto. Poi ho più volte fatto dei sogni particolari in cui compariva un cavallo. Parlandone con la mia amica-guru, mi ha detto che forse il cavallo era il mio animale guida. Ed è con questo pensiero che mi sono avvicinata a questo splendido animale ed è stata un'esperienza emozionante.



In fondo all'anima, in tutti questi giorni, il pensiero per mio fratello. Per la sua sofferenza. Un pensiero che avvolge ogni altro in un velo di nebbia, come quella che sta lentamente salendo sui pendii accanto a casa. Attendo un raggio di sole, fuori e dentro di me. Che squarci le nubi, i pensieri, la tristezza, un raggio di sole nella vita di mio fratello. Che se lo merita e che sarebbe ora arrivasse!