domenica 17 aprile 2011

Fioriture

Quest'anno la primavera è esplosa. L'impressione che ho è che tutto è fiorito con quasi un mese di anticipo. Anche il grande ciliegio davanti a casa mia ha già perso i petali e si intravvedono i bottoncini verdi che presto prenderanno colore. Come mai prima sta fiorendo anche il mio giovane melo e il prugno promette bene. Ma la fioritura che mi più mi ha dato gioia è quella del pero corvino (Amelanchier lamarckii).
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Una pianta che proprio non conoscevo e che ho scoperto grazie a internet e ai vari blog che seguo. I fiori dell'amelanchier sono bianchi e “leggeri” e l'arbusto fiorito mi ricorda un velo da sposa. Purtroppo anche quest'anno, come accade spesso, il vento li ha spazzati via troppo presto. Sono riuscita a fare qualche foto con il cellulare perché proprio in questi giorni la mia macchina fotografica era fuori uso...
Il pero corvino è una pianta “antica” che oltre ai fiori bellissimi produce dei piccoli frutti molto dolci e dal sapore dei mirtilli. Appena avremo recintato la “bruga” vorrei piantarne altri. E finalmente piantare anche le mie piccole piante di Aronia (Aronia melanocarpa). Altro arbusto che si sta riscoprendo negli ultimi anni. Anch’esso produce piccoli frutti scuri che però non sono commestibili crudi, ma ottimi per farne marmellate e sciroppi.
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Accanto all'amelanchier fiorisce anche una spirea. È la prima pianta che ho acquistato per il mio giardino e in questi quattro anni è cresciuta molto ed è splendida e profumata.
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Nelle prime settimane di primavera mi piace particolarmente camminare nei boschi di faggio, le giovani foglie sono di un verde brillante indescrivibile, in netto contrasto con il grigio plumbeo dei tronchi. E quando attraverso il fitto fogliame appare anche qualche macchia di cielo azzurro, l'effetto è di una bellezza che mi incanta ogni volta.
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Anche la mia collina con le betulle ha cambiato aspetto. Le foto sono già di una decina di giorni fa. Nel frattempo è tutto verde e anche l'erba dei pascoli si sta infittendo. In queste sere, anche se nel frattempo la temperatura è di nuovo scesa a livelli più normali o addirittura più bassi della media stagionale, si sentono cantare i grilli e in certi punti i prati sono tutti bucherellati dalle tane dei grilli talpa.


lunedì 4 aprile 2011

Oggi sono


















Oggi sono il cielo le nuvole e gli alberi spazzati dal vento
Sono la luce dorata del sole al tramonto
Sono la strada che mi precede nel ritorno
Sono la voce e le parole di De Gregori
Sono la mia casa vestita di oro
Sono il rombo delle fronde solcate
Sono il silenzio della mia mente addolcita
Sono la quiete del mio lungo respiro
Sono la pace del giorno finito
Sono la terra e sono l'aria
Sono il fuoco e sono l'acqua
Oggi sono
Auguro una settimana gioisa a tutti. Con la possibilità di godersi questa primavera splendida e calda.


mercoledì 30 marzo 2011

Politicamente scorretto

Settimana scorsa è stato arrestato un uomo di 29 anni con l'accusa di aver abusato di alcune bambine tra l'anno e mezzo e i sei anni.
L'uomo in questione lavorava come educatore in un asilo nido nelle vicinanze di Zurigo. Nel suo tempo libero faceva il baby-sitter.

So benissimo che, con quanto sto per dire, mi attirerò le critiche di molte persone, passerò per retrograda, giudicante, forse anche femminista o esattamente il contrario, e quant'altro. Io però non sostengo la parità dei sessi a tutti i costi e in tutti gli ambiti. Ci sono ambiti, settori, professioni in cui secondo me i ruoli è giusto che restino separati. Ciò non vuol dire che non ci sia lo stesso valore o lo stesso diritto, ma c'è qualcosa in me e non saprei nemmeno bene descrivere cosa sia, che mi dice che non è cosa...

Nelle professioni sono in due in particolare quelle dove non ammetterei mai un maschio:
l'ostetrica (levatrice) e appunto l'educatore della prima infanzia. Sala parto e asilo nido devono restare appannaggio delle donne. Punto. E ora sono pronta alla critica.
Sostengo questo perché secondo me ci sono delle funzioni e dei ruoli che derivano da bisogni e significati biologicamente predefiniti, ruoli e competenze ancestrali. Quando mai nella storia dell'umanità gli uomini si sono occupati di far partorire le donne e di accudire un neonato. (È vero che a un certo punto sono entrati in scena i ginecologi, e infatti, a parte qualche rara eccesione, hanno fatto più danni che altro, pur occupandosi del lato "tecnico" del parto). Il ruolo del maschio era un altro e anche se ai nostri giorni questi significati e ruoli è necessario trasformarli in altri tipi di comportamenti (non devono più difenderci dagli animali feroci e cacciare per sfmarci), alla base resta la spinta ad azioni diverse. Diverse da quelle di noi donne. E di questo dobbiamo pur tenere conto in una certa misura.

Io d'istinto diffiderei di un uomo che ha questo interesse per bambini così piccoli non suoi da farne sia il suo lavoro che l'attività del suo tempo libero. Ma oggi non siamo più tanto in contatto con le nostre emozioni più profonde e instintive, con il nostro intuito. Temiamo di essere "fuori moda", giudicanti e piene di pregiudizi...

Ci tengo a precisare che le mie perplessità riguardano soprattutto la fascia della prima infanzia. In seguito l'uomo può certamente occuparsi dei bambini e farlo anche molto bene, per esempio nell'insegnamento, nello sport, nelle attività del tempo libero... Ma il suo ruolo a questo punto è diverso, è già più normativo e formativo, di accompagnamento verso il mondo esterno, di guida al di fuori del contesto familiare.
Io di solito sono davvero attenta a non giudicare in maniera affrettata (anche se non sempre mi riesce), ciononostante voglio anche recuperare il buon senso, la mia capacità intuitiva e la capacità di fidarmi delle mie sensazioni più viscerali, perché come insegnamo ai bambini: la pancia non mente....

lunedì 28 marzo 2011

Verdemura

Da molti anni desideravo andare a Verdemura.

Finalmente quest'anno ci sono riuscita. Dapprima pensavo che sarebbe stata l'occasione per andare a trovare la mia amica I. D. che vive sulle colline attorno alla città. Invece poi lei è partita per l'Olanda per festeggiare il compleanno del figlio. Poi si è presentata un'altra allettante occasione d'incontro durante quest fine settimana a Lucca, avrei potuto vedere e conoscere Lorenza. Invece non ci siamo trovate...

Insomma, ho capito che questa visita a Verdemura non dovevo proprio associarla a nessun incontro... come dire, Lucca mi voleva tutta per sé... ; )))




Il viaggio di andata è stato particolarmente lungo perché già sulla A9 il traffico era rallentato a causa dei lavori in corso e anche sulla tangenziale abbiamo viaggiato a rilento per non so bene quali motivi.
Arrivati a Lucca con un po' di ritardo rispetto alla tabella di marcia, siamo stati accolti con grande gentilezza e cordialità al B&B Ai Cipressi.



Dopo una breve sosta in camera, giusto il tempo di cambiarmi le scarpe per poter camminare meglio, siamo partiti a piedi alla volta di Verdemura. Siamo entrati e subito ho incontrato lo stand che vendeva gli ellebori di un bel colore porpora. Ma sapevo che c'era Lorenza da qualche parte che mi avrebbe portato i suoi, quindi ho rinunciato volentieri all'acquisto. Mi sono però subito consolata con l'acquisto di tre piccole piantine, una primula doppia, tale "Belarina Pink Ice", molto molto carina, e due violette "Conte di Brazzà", il cui intenso profumo mi ha riportato indietro nel tempo, credo quando da bambina andavo a raccoglierle nei poggi dietro casa di mia nonna. Poi ecco lo stand delle ortensie, ero venuta con la grande speranza di trovanre due che cercavo da tempo. Mi sono impressa il numero dello stand per potermi fermare al termine del giro. Non volevo portarmi dietro i vasi pesanti per tutto il tempo.



Immagine ripresa da http://www.gardenworldsimages.com/

Immagine ripresa da http://www.trafioriepiante.it/

queste sono quelle autentiche, un po' provate dal viaggio e dalla pioggia di questa notte


Prossima sosta, l'affollato banco della porchetta... perché anche la pancia vuole la sua parte... ; )) Erano ormai già quasi le due e ci siamo sistemati su un muretto per un più che frugale ma ottimo pic-nic. Eravamo appena ripartiti quando siamo stati magicamente attratti dal banco del formaggio dove due giovani e abilissimi venditori ci hanno fatto assaggiare ogni sorta di formaggio di capra che, nonostante fossimo sazi, abbiamo apprezzato molto e quindi non è stato difficile vendercene diverse varietà. Qui abbimo incontrato anche uno degli organizzatori della fiera che, sentendo che si arrivava da Lugano appositamente per Verdemura, era visibilmente soddisfatto e contento che la manifestazione attirasse gente anche dall'estero.

Abbiamo proseguito il nostro giro ammirando gli articoli di artigianato, le piante mai viste prima, i cibi particolari (cioccolata alle castagne), i giochi antichi, le bambole di stoffa. Bellissimo poi il piccolo orticello proposto, che di nuovo mi ha fatto venire tanta voglia di averne uno anch'io.




Poco più avanti c'erano stand che esponevano molte varietà di erbe aromatiche da cui ero molto attratta. Ma sapendo di non avere posto per piantarle, non è stato difficile resistere all'acquisto. Sto però pensando a come fare per procurarmi un po' di terreno dove poter disporre un orto vero e proprio, in cui poi mi piacerebbe costruire "una spirale per le erbe aromatiche".

Intanto guardavo il cellulare ogni tre minuti... guardavo le coppie in giro per la fiera cercando di capire se la signora potesse essere la "mia" Lorenza, chissà da cosa pensavo di riconoscerla...

Al ritorno, ormai rassegnata a non trovare Lorenza, ho infine acquistato le ortensie addocchiate all'inizio, una Macrophylla Romance e una Quercifolia Snowflake.

Immagine ripresa da www.pepinieredelathyle.com/

Immagine ripresa da http://www.pbortensie.com/



Le mie nuove ortensie come sono adesso, e sopra come vorrei che diventassero



La domenica mattina abbiamo fatto un giretto in città per ammirare i vicoli di Lucca, le chiese, le piazze... e fare gli ultimi acquisti-souvenir.






Il viaggio di ritorno è stato faticoso a causa dell'influenza che già avevo alla partenza, e che nel frattempo era peggiorata. Stavo davvero poco bene e ho dormito praticamente tutto il viaggio. Il mio caro compagno ne ha vigliaccamente approfittato per pigiare sull'acceleratore e non voglio nemmeno sapere a quanto andava...

Lugano ci ha accolti con una fastiodiosa pioggerella e, salendo poi verso casa, si è anche aggiunta la tipica nebbia che spesso avvolge la montagna, e che forse in realtà sono poi le nuvole così basse...


venerdì 25 marzo 2011

Itaca

Oggi, tornando a casa, mi è successa una cosa strana. Ero in macchina e stavo andando a fare benzina (perché domani si parte per Lucca...). La macchina, mi rendo conto, è diventata per me luogo di meditazione e riflessione ideale, anche se forse questo mi rende un'automobilista un po' distratta... Insomma, stavo guidando e improvvisamente, senza nemmeno accorgermi, ho come avuto una percezione più nitida e consapevole di me stessa, dello stato d'animo che stavo vivendo. Qualcosa che definirei simile all'onda calda di un mare caraibico che mi avvolgeva. Una calma e una tranquillità insolite, qualcosa che me per è nuovo, che non conoscevo o non avevo mai percepito così in passato.



Cos'è? Mi sono chiesta, e ho cercato di “ascoltare” meglio e piano piano credo di aver capito cos'era quella sensazione nuova che avevo di me stessa. Forse l'ho riconosciuta perché le mie amiche che l'avevano vissuta prima di me, me ne avevano parlato. Ne ho anche letto, ma non riuscivo nemmeno ad immaginare come ci si potesse sentire.


Ripensandoci, la prima immagine o frase che mi è venuta in mente è stato “tirare i remi in barca”. Ma non mi piace molto perché ha un'accezione negativa, di rinuncia, di sconfitta e invece non è così. L'emozione prevalente è piuttosto di pace, forse anche di serenità. Allora ho pensato, è la sensazione di “tornare a casa”... di “rientrare”. Rientrare in me stessa, ritrovarmi, quel senso di raccoglimento, di focolare. E subito dopo mi sono ricordata della poesia che qualche giorno fa mi ha inviato la mia dolcissima amica Elena (questo aggettivo non le piacerà, lo so). Itaca.

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis





Non so l'autore avesse voluto dare a questa poesia lo stesso significato che improvvisamente ha avuto per me. Non credo, essendo un uomo, perché la mia sensazione provata oggi so che è strettamente legata al mio essere donna, al mio essere donna di 51 anni, alla mia età dunque, al fatto che sto per abbandonare definitivamente l'età fertile, al fatto che il mio corpo sta raggiungendo un senso di quiete, di riposo dopo le fatiche di decenni...


Ed ecco dunque quella sensazione di calma, di onda lunga, di tepore del sole che sta tramontando. Sento di aver fatto il grosso del lavoro, ora inizia la stagione del raccolto, della contemplazione, del guardarsi dentro piuttosto che rivolgere lo sguardo all'esterno. Dell'osservare piuttosto che del cercare. Oggi credo di aver capito che è iniziato il mio viaggio verso Itaca. Il viaggio del ritorno, il ritorno di una donna che è andata alla conquista del mondo, della vita, del suo posto, del suo senso, del suo valore e ora si accinge a tornare. Ricca, moltiplicata, a volte stanca, diversa e soddisfatta.

Oggi pomeriggio ho avuto la sensazione di aver fatto pace con me stessa, con la mia età che avanza; ora mi auguro che questo viaggio sia lungo, il più lungo possibile, senza troppe tempeste, e che mi porti alla meta senza troppe fatiche. Dai che si parte! E anche questa sarà un'avventura che, come la precedente, non vivrò da sola, ma in compagnia delle mie amiche coetanee o poco più giovani e poter condividere con tutte loro anche questa nuova fase mi emoziona al solo pensarlo.

giovedì 24 marzo 2011

Fitness

I primi raggi del sole catturati con il cellulare durante il mio walking mattutino





Mi serve per rimettermi in forma e sta già diventando una dipendenza...



Camminare da sola al mattino presto, l'aria freschina, gli uccelli che cantano, il sole ancora pallido, il silenzio... Meglio di qualsiasi palestra...