domenica 17 febbraio 2013

Avremo un orto

Finalmente ci è stato concesso un piccolo pezzo di terreno per coltivare un orto.

Il terreno annesso alla mia casa è talmente piccolo e in pendenza, da non poterci coltivare proprio niente. In questi anni mi è sempre dispiaciuto essere in campagna, a ridosso del bosco, circondata da prati e verde e non poter coltivare nemmeno una pianta di pomodore se non in vaso. Alla fine ci siamo decisi a chiedere in "affitto" un orto e la proprietaria ce l'ha gentilmente concesso.

Quindi tra non molto dovremo metterci all'opera. La prima cosa da fare, sarà recintare per evitare di farci divorare tutto da caprioli e cervi. Poi si tratterà di ripulire il terreno incolto e prepararlo per piantagione e semina. Nel frattempo dovremo acquisire un minimo di conoscenze sulle varie coltivazioni... e soprattutto decidere cosa piantare e cosa seminare... Uff!

Attendo quindi i vostri consigli!!

 
immagine tratta da http://masomartis.wineblog.it/
 
 

martedì 12 febbraio 2013

Da piccola volevo diventare suora

L'altro giorno in ufficio si parlava di suore, non ricordo nemmeno più perché. E a un certo punto mi sono resa conto che in questo momento della mia vita, fare la suora sarebbe davvero la soluzione ideale per me. Se mi permettessero di vedere le mie figlie e i miei nipoti, credo che opterei addirittura per la clausura...

Le attività delle suore sono quello che ora amo fare di più. Solo che non ho molto tempo, perché devo lavorare. Anche le mie preoccupazioni per il mio sostentamento dopo la pensione svanirebbero, se decidessi di entrare in convento.

Cosa fanno di solito le suore in convento? Leggono, pregano, si dedicano al giardinaggio, lavorano a maglia e all'uncinetto, si dedicano alla calligrafia. Sono sicura che mi lascerebbero anche coltivare il mio hobby della fotografia... Oggigiorno poi, hanno tutte anche il computer e usano internet.

Mi sa che ci faccio un pensiero. Considerando poi che la maggior parte dei conventi sono situati in posti bellissimi...

E se dovessi stufarmi... mi dimetto...

lunedì 11 febbraio 2013

Chi visita il mio blog sa che non lo aggiorno spesso e nemmeno con regolarità. A volte non ho tempo, altre volte non ne ho voglia oppure mi mancano le idee e gli argomenti... Oggi ho preso un giorno di vacanza, sono a casa da sola e mi rendo conto che il silenzio che mi circonda mentre di dedico ad attività piuttosto manuali, è propizio alla creatività mentale. Così i post nascono spontaneamente nella mia testa e ho anche il tempo per scrivere questi pensieri.

Stamani alla radio una psicologa parlava dell'aumento importante dei disturbi narcisistici nelle persone. Disturbi che pare ci rendano fragili e manipolabili...  Non stento a crederci, infatti, appena uscita di casa per una passeggiata dopo pranzo, sulla piazza del paese, per altro deserta, ecco la conferma: una giovane donna che indossa un paio di shorts. Di lana, ben inteso, e sotto ai pantaloncini ha messo anche dei collants abbastanza coprenti. Niente di male, se fossimo in qualche boutique di Lugano, ma siamo in questo paesino sperduto, a 800 metri di altitudine, spazzato da una modesta bufera di neve, temperatura esterna stimata: meno due o meno tre. Non credo quindi che la signorina stia sudando nella sua tenuta sexy... Io, anche volendo, non potrei proprio sfoggiare degli shorts... e non solo per motivi di freddo.... comunque io ho messo i leggins termici, pantaloni pesanti, scarponi da neve, sciarpa e cappello. E il freddo lo sento.
Ecco però che arriva la mia vocina interiore che non ama i giudizi affrettati.... "Ma che ne sai tu dei motivi per cui la signorina si trova qui vestita così?!" ... è vero, non dovrei giudicare, ma è anche vero che oggi nevica ovunque, anche in pianura e la temperatura massima annunciata è di 0 gradi...

Proseguo la mia passeggiata con la neve che cade copiosa. Lasciata la piazza mi addentro nel bosco, non c'è anima viva. Tutto intorno la nebbia e il silenzio. Che bello. Invidio tutti coloro che non lavorano e che possono fare ogni giorno queste passeggiate. Arrivo al punto panoramico che oggi però si apre su una distesa grigia. Sento salire il boato della città con il suo traffico, ma non si vede niente. Proprio niente. È come essere in mezzo a una nuvola.

Non mi fermo molto e riprendo il cammino. Mi rammarico di non avere con me la macchina fotografica. Ho deciso di non portarla perché si sarebbe bagnata troppo. Nevica fitto fitto e non avrei saputo come proteggerla. Ma è un peccato, perché la neve fresca crea soggetti meravigliosi con begli effetti in bianco e nero: le panchine a listelli, i muri a secco trasformati in scacchiere, gli alberi spogli con i loro rami neri, i ciuffi d'erba incappucciati... Nel bosco anche i faggi sembrano betulle, con i tronchi diventati bianchi per la neve soffiata dal vento.

Al mio passaggio volano via gli uccellini che trovano rifugio, non sugli alberi, ma nei "poggi" bassi lungo il sentiero, sotto le grosse radici scoperte o sotto i massi che sporgono dal terreno. Riaffiorano allora i ricordi di quando ero bambina e inventavo storie di animali e personaggi che cercavano un rifugio caldo e protetto. Allora immaginavo per questi piccoli esseri, nidi caldi e accoglienti dove stare al riparo da freddo e dal gelo. Questo pensiero mi riscalda il cuore ancora oggi. So che proprio quelle fantasie e quelle storie hanno protetto e salvato soprattutto me stessa. La Cinzia bambina che aveva così la possibilità di crearsi una casa accogliente e calda interiore. Dove trovare pace e sicurezza. È questa capacità credo, che mi ha permesso di evolvere e diventare una persona "relisiente". Il sogno di una casa è rimasto intatto fino all'età adulta, quando finalmente ho potuto crearne una mia. È stato un sogno importante forse proprio perché una casa era ciò che più mi era mancato. Un luogo di accoglienza sicuro. Quando da piccola stavo dai nonni, dove mi sentivo bene, dovevo sempre temere che i miei genitori venissero a prendermi, e quando ero dai miei genitori, dove in fondo avrei dovuto sentirmi al sicuro, il rischio era rappresentato dalle botte. Per molti anni non mi sono sentita a casa da nessuna parte. Tranne in quelle fantasie in cui davo casa a animali e bambini soli e intirizziti dal freddo.

Ora cammino serena sotto la neve verso la mia casa, dove mi aspettano i gatti e il camino, acceso sin dalle prime ore del mattino. Mi piace vedere il fuoco, godermi la mia casa, guardare fuori la neve che pian piano ricopre tutto quanto e concedermi questa pausa.

Questi ellebori li ho fotografati ieri. Ne ho anche raccolti due. Per la prima volta. Non l'ho mai fatto perché sono protetti. Ma ieri, sapendo che oggi sarebbe arrivata la neve, ho quasi avuto la sensazione di salvarli...





E queste sono altre immagini scattate ieri, sembra impossibile che oggi sia di nuovo tutto bianco, tutto sommerso, di nuovo inverno...




Medinilla

Per il mio compleanno ho ricevuto una pianta di Medinilla. Una bella pianta, molto decorativa, con un fiore stupendo che si presta bene ad essere fotografato.





sabato 9 febbraio 2013

Matrimonio maturo

Ieri si è sposata la mia collega. In seconde nozze. Per me le prime seconde nozze. Tutto molto sobrio, semplice, bellissimo. Tanta emozione, tanta gioia e tanta condivisione. Vorrei dire quasi più bello dei "primi" matrimoni. Forse perché si sentiva la scelta condizionata dall'esperienza, la scelta forse un po' più consapevole... non so, era diverso. La signora ufficiale di stato civile, al termine della cerimonia, ha recitato questa bella poesia di Michel Quoist:

L’amore non è già fatto. Si fa.
Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, cucire.
Non è un appartamento ‘chiavi in mano’,
ma una casa da concepire, costriure,
conservare e spesso riparare.
Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle,
scalate appassionanti,
cadute dolorose nel freddo della notte
o nel calore del sole che scoppia.
Non è solido ancoraggio nel porto della felicità
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno Mare,
sotto la brezza o la tempesta.
Non è un “sì” trionfale,
enorme punto fermo che si segna fra le musiche,
i sorrisi e gli applausi, ma è una moltitudine di “sì”
che punteggiano la Vita,
fra una moltitudine di “no”
che si cancellano strada facendo.
Non è l’apparizione improvvisa di una nuova Vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente
e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri,
qualche volta in secca, altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il Mare infinito.


martedì 5 febbraio 2013

Chimonantus - Il fiore d'inverno

Oggi ho comprato un calicanto.

Qualche settimana fa mi sono ricordata di avere ancora un buono di un vivaio e ho pensato che avrei potuto finalmente utilizzarlo.
Era già da tempo che desideravo un calicanto, ma in gairdino non avevo uno spazio adatto dove metterlo. Poi l'illuminazione (spero)! Forse potevo tenerlo in vaso.

Negli scorsi giorni, abbiamo dovuto scegliere il regalo per una nostra collega che si sposa. Dapprima avevamo pensato a un ulivo, ma poi, considerando l'altitudine del luogo dove abita, abbiamo abbandonato l'idea. E allora ho proposto un calicanto. Tutti subito d'accordo. Oggi sono andata ad acquistare la pianta per la collega e ne ho presa una anche per me, più piccola. Ha solo pochi fiorellini, ma comunque profumati e bastano quei pochi per diffondere la fragranza. Sono felice, spero che cresca bene anche in vaso. L'ho messo vicino alla porta di casa, così ci passerò accanto ogni giorno quando torno dal lavoro e sarà il suo profumo ad accogliermi. E sarà anche vicino alla finestra della mia camera. Magari il profumo riuscirà ad entrare anche li.

Un'altra collega ha trovato questa poesia sul calicanto:

Il profumo del giardino,
è troppo intenso, per seguire il vento,
sale su nuvole dolcissime
sonnolento e soave allo stordito
come un tenero sogno nella testa.
Hermann Hesse
 
 
 
 
immagine dal web
 

domenica 27 gennaio 2013

La legge mi Murphy...

... se qualcosa può andar male, lo farà...

La settimana scorsa abbiamo avuto problemi con gli scarichi igienici. Abbiamo fatto mille congetture (saranno i gancetti che ho dimenticato di staccare dalla tenda che ho lavato...? o hai buttato i cotton floc nello scarico?) nell'attesa che arrivasse il lunedì e potessimo chiamare l'idraulico. Quando finalmente lo abbiamo contattato, molto gentilmente ci ha indirizzati a una ditta che svuota le fosse biologiche... già, perché secondo lui era quello il problema. Panico! Perché da quando abbiamo acquistato la casa non siamo ancora riusciti a capire dove si trovava la fossa biologica. Alla fine abbiamo addirittura pensato che le canalizzazioni fossero collegate alla ben visibile vasca in cemento della casa accanto alla nostra, che da anni è disabitata.

Arrivati gli operai hanno iniziato a scavare dove, secondo i piani, doveva trovarsi l'impianto. Inutile dirvi che era proprio accanto a un'aiuola con tanto bosso, geranium, rose, e altre piante.... Insomma, scava e scava, finalmente a oltre 70 cm di profondità ecco apparire un coperchio di cemento. Alla fine dello scavo, sapevamo non solo dove si trovava la nostra fossa biologica, ma anche quanto è profonda e larga, 1.5x300m! Ma non basta, a due metri di distanza, c'è anche il pozzo perdente, altra struttura in cemento a ca. 70 cm di profondità, e molto probabilmente altrettanto grande.

Considerando che l'unico pezzo di terreno pianeggiante che io, presuntuosamente, chiamo giardino misura 40 m2 scarsi, presumo che almeno per un terzo sia occupato da queste vasche di cemento. Naturalmente il terreno che le ricopre è in gran parte costituito da sassi e rifiuti di cantiere, terra buona ce n'è proprio poca... C'è ancora da stupirsi se li le mie piante non crescono bene? Sfortuna vuole però, che quella sia la parte più esposta a sud, quindi la più soleggiata!

L'autunno appena passato ho ridisposto gran parte delle piante e ho raggruppato le rose proprio in corrispondenza del pozzo perdente... Vedremo.... sono curiosa di scoprire se i 70 cm di terreno di cui dispongono e che in gran parte sono costituiti da detriti, permetteranno alle rose di crescere. Ho qualche dubbio.

Oltre a tutte queste costatazioni che, come ben immaginerete, non mi hanno resa felice, arriverà anche il conto da pagare... E non è finita qui. Per evitare di dover scavare un'altra grande buca tra tre o quattro anni, sarà necessario rialzare l'apertura della fossa e portare il coperchio al livello del terreno. Un lavoro importante che mi costerà un occhio delle testa!

E siccome esiste, oltre alla legge Murphy, anche la legge delle serie... venerdì (giorno del mio compleanno, proprio un bel regalo...!) ho ricevuto anche le tasse da pagare.... evito cifre e conti... ma c'è di che deprimersi... Gran parte dei miei progetti per quest'anno sono sfumati...

Per concludere un paio di fotografie che ho scattato stamani. La luna che "tramonta" dietro al Monte Lema.