domenica 2 dicembre 2018

Opulenza stomachevole


Ieri, sabato, dopo molte settimane in cui non andavo a fare acquisti, sono andata in un supermercato qui da noi in Ticino. Subito appena entrati c’erano montagne, letteralmente, a forma di piramidi, composte da cioccolatini, dolciumi vari, giochi, di tutto e di più. I frigoriferi a vasca pieni di cosce appartenute a maiali o agnelli, non lo so perché guardarle mi faceva ribrezzo. L’impatto è stato terribile per me. Tutto quell’eccesso, quell’abbondanza esagerata, quell’opulenza ostentata del superfluo… mi ha letteralmente disgustata. Non riuscivo nemmeno a stare nella vicinanza di tutto quello sberluccichio. Non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siamo diventati superficiali, a quanto siamo sommersi da merce, in modo davvero eccessivo. Non sono un asceta, una purista, una bigotta. Ma ho l’impressione che stiamo perdendo il senso della misura, del pudore, della modestia sana. Stiamo perdendo di vista il senso della vita, di ciò che è necessario e di ciò che è spreco e nient’altro… Quando prenderemo coscienza di tutto ciò? Quando riusciremo a invertire la rotta?


4 commenti:

  1. Questo spreco di cibo, di beni, è il contrario del precetto cristiano.

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    1. E sopratutto allontana dal senso vero del Natale, del necessario, allontana le persone dalla capacità di sentire ciò che fa stare bene veramente

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  2. Concordo...meno male che c'è qualcuno che si indigna.
    Notte Cinzia
    Gio

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